Italico BRASS

(Gorizia 1870 - Venezia 1943)


La chiesa degli Scalzi bombardata, 1915


Carboncino su cartone, cm 72 x 56
Firmato in basso a destra: Italico Brass
datato in basso a sinistra: 25.10.15


Provenienza:
Venezia, eredi Brass, Venezia; Roma, collezione privata.


Esposizioni:
Italico Brass: la grande guerra dal vero (1914 - 16), Gavirate - Varese, chiostro di Voltorre, 3 dicembre 2006 - 14 gennaio 2007;
Italico Brass, reporter della Grande Guerra, Castello di Gorizia, 4 novembre 2008 - 31 gennaio 2009), Gorizia.


Letteratura:
Italico Brass: la grande guerra dal vero (1914 - 16), (Gavirate - Varese, chiostro di Voltorre, 3 dicembre 2006 - 14 gennaio 2007),Varese, 2007;
Italico Brass, reporter della Grande Guerra, Castello di Gorizia, 4 novembre 2008 - 31 gennaio 2009), catalogo della mostra a cura di Annalia Delneri, Venezia, edizioni della Laguna, 2008.

Description

Italico Brass nasce nel dicembre 1870 a Gorizia. Fin da giovane si mostra poco propenso agli studi accademici, così decide di intraprendere la strada della pittura, sua vera passione, iscrivendosi all'Accademia di Monaco di Baviera dove segue i corsi dell'artista paesaggista Karl Raupp. Nel 1888 lascia Monaco e si trasferisce a Parigi, ormai capitale mondiale dell'arte contemporanea nonché meta prediletta di molti artisti italiani. Prima di tornare in Italia e stabilirsi definitivamente a Venezia nel 1895, sposa a Parigi la russa Lina Rebecca Vidgoff e nel 1906 hanno il loro unico genito Alessandro.
Negli anni a cavallo tra i due secoli la pittura diviene per Brass la principale fonte espressiva. Numerosi sono i ritratti realizzati in questo periodo, ma anche paesaggi e vedute che trovano una naturale fonte ispiratrice nella tradizione veneta settecentesca. Dal 1895 l'artista è una presenza quasi costante alla Biennale di Venezia e nel 1900 partecipa con il Ritratto di mia moglie all'Esposizione Universale di Parigi ottenendo un riconoscimento.
Poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale Brass si unisce al fronte come pittore di guerra eseguendo schizzi e studi su incarico del Comando Supremo e della Regia Marina, opere pubblicate nel 1917 in un volume intitolato Sulle orme di San Marco. I dipinti di guerra rappresentano un vero e proprio lavoro reportagistico dove i protagonisti sono non solo le truppe e le armi che le accompagnano, ma anche gli scenari delle battaglie e le città vittime dei bombardamenti, soprattutto la sua Venezia gravemente danneggiata dalla guerra. Quella dipinta da Brass è una cronaca puntuale, un'osservazione attenta alimentata da un personale impegno morale ed etico. Il reportage di guerra inizia il 24 maggio quando l'artista segue i reparti della terza armata che partono per il fronte del Basso Isonzo e del saliente di Gorizia. Egli era solito eseguire i bozzetti direttamente sul campo per poi rielaborarli a posteriori nel suo studio, talvolta rivisitandoli ulteriormente ai fini di un'esecuzione su tela. La concretezza resta una costante dell'arte di Brass, il rapporto con il vero è da lui vissuto come necessario per giungere ad una pittura che sia soprattutto specchio autentico del presente. Tuttavia lo stile che caratterizza le opere del fronte, così come le vedute veneziane, non scade mai in una mera illustrazione di maniera poiché la realtà si sposa con l'immaginazione narrativa dell'artista in un connubio di reciproco scambio.
Dopo la guerra l'attività di Brass continua ininterrottamente fino all'improvvisa morte sopraggiunta nel 1943 nella sua casa di San Trovaso a Venezia. Oggi Italico Brass è ricordato non solo per i suoi splendidi dipinti ma anche per la considerevole collezione di opere d'arte, soprattutto veneta, che aveva iniziato con devozione e grande passione a raccogliere fin dai primi anni del Novecento.

Nell'ottobre del 1915 la chiesa degli Scalzi venne colpita da una bomba che distrusse il soffitto del Tiepolo. Il cartone presentato descrive questo evento che tanto aveva emotivamente colpito la popolazione veneziana. L'opera sembra essere stata eseguita il giorno stesso della tragica distruzione, poiché le macerie sono ancora visibile per terra nella navata ed un gruppo di frati osserva esterrefatto l'accaduto, alcuni raggi di luce entrano nella chiesa dalle aperture del soffitto createsi in seguito al bombardamento e alla relativa caduta degli affreschi del noto artista veneziano tanto amato dallo stesso Brass.
Il cartone presentato è il bozzetto per l'olio su tela di analogo soggetto rielaborato in studio successivamente dall'artista. Nella versione su tela l'angolo di ripresa risulta leggermente ampliato ed alcune varianti si ritrovano nel gruppo di frati. Infine una terza versione della Chiesa degli Scalzi bombardata, di poco posteriore alle due opere citate, raffigura l'esterno della chiesa nella fase di ricostruzione, con le impalcature e uomini in procinto di riparare il tetto (Masau Dan, 1991, p. 101).


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