Filippo DE PISIS

(Ferrara 1896 – 1956 Milano)


Natura morta marina, 1943


Olio su tela
cm. 52 x 67
Firmato in basso a destra: Venetiis Pisis


Provenienza:
Venezia, Collezione Aldo Seno; Ravenna, Collezione Luigi Fontana; Roma, collezione privata.


Bibliografia:
Giuliano Briganti, De Pisis. Catalogo generale, Milano, Electa, 1991, vol. II, pag. 618, tav. 1943/28.

Description

Filippo de Pisis nasce a Ferrara nel 1896. Nel 1914 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. Durante il periodo universitario si avvicina alla poesia futurista e all’ambiente culturale della città, presto si lega di amicizia col critico Giuseppe Raimondi, conosce Giovanni Cavicchioli, Umberto Saba, Giuseppe Ravegnani, Marino Moretti, Alfredo Panzini e tiene rapporti epistolari con Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Tristan Tzara e Ardengo Soffici. Iniziano inoltre le collaborazioni con le riviste «La Voce» e «Lacerba». Nel 1920 si trasferisce a Roma dove si dedica assiduamente alla pittura ed espone per la prima volta alla Galleria Bragaglia. Proprio in questi anni De Pisis inizia a definire un proprio linguaggio figurativo e a realizzare le sue caratteristiche nature morte contraddistinte dall'accostamento evocativo di oggetti eterogenei, espediente che rimanda fortemente alla poetica metafisico-dechirichiana. È però a Parigi, dove si trasferisce nel 1925, che il pittore raggiunge la piena padronanza dei suoi mezzi, maturati anche attraverso lo studio dei grandi ottocentisti francesi e dei contemporanei. L'attività espositiva s’intensifica notevolmente e nel 1926 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, alla quale sarà poi presente ininterrottamente dal 1928 al 1936 e dal 1942 al 1956. Nonostante i frequenti rientri in Italia, egli continua a vivere stabilmente a Parigi dove, grazie anche alla mostra Les artists italiens de Paris del 1928, la sua fama cresce notevolmente. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale torna in Italia stabilendosi inizialmente a Milano e nel 1940 a Venezia. Le sue opere, che erano ormai esposte in importanti gallerie e rassegne d'arte, raggiungono il massimo successo alla Biennale di Venezia del 1948 e a quella del 1954. Nel 1956, ancora nel pieno successo artistico, l'artista muore a Milano.

La tela qui presentata è uno splendido esempio di natura morta marina, soggetto caro a De Pisis già nei primi anni parigini quando, tra il 1924 e il 1927, aveva realizzato numerose varianti di questo tema poi pubblicate nella monografia di Waldemar George nel 1928. L'opera Natura morta marina è però successiva a questa prima serie, infatti viene eseguita dall'artista a Venezia circa venti anni dopo, durante il soggiorno del 1943-44, ed immediatamente acquistata da Aldo Seno direttamente dall’artista.
Da un punto di visto stilistico il dipinto si presenta ormai lontano dalla lezione metafisica di De Chirico e Carrà. I colori sono distesi a larghe pennellate, intensi nella materia ma tuttavia scorrevoli sulla superficie, solo a tratti raggrumati in punti più densi. La composizione è ora ridotta a linee essenziali, semplificata a pochi elementi in primo piano sovrastati da un cielo plumbeo. L’atmosfera appare drammatica e incombente, gli oggetti hanno oramai ceduto la loro carica poetica al colore. 


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