Luca GIORDANO

(Napoli 1634 - 1705)


Gloria di Sant'Andrea Corsini


Olio su tela
cm. 130 x 96
in antica cornice coeva con i sigilli in cera laccache recano le  armi dei principi Corsini


Provenienza:
Firenze, principi Corsini


Esposizioni:
Firenze, Monastero di San Luca, 1705

Description

Il dipinto presentato e' uno dei modelletti realizzati da Luca Giordano per la decorazione ad affresco della cupola della Cappella Corsini di Santa Maria del Carmine a Firenze. I due membri della famiglia Corsini, Neri e Bartolomeo, avevano affidato all'architetto Pier Francesco Silvani la realizzazione della cappella per celebrare Andrea Corsini, il santo di famiglia canonizzato nel 1629 da Papa Urbano VIII. Mentre la decorazione scultorea era stata eseguita con altorilievi in marmo rappresentanti i miracoli e la gloria del Santo da Giovan Battista Foggini ed i suoi aiuti, la realizzazione degli affreschi della cupola con l'Assunzione in Paradiso di Andrea Corsini e conseguente dedicazione dell'intera cappella, viene commissionata al maestro napoletano Luca Giordano. La cupola del Carmine rappresenta senz'altro una novità all'interno del panorama artistico fiorentino. Il pittore realizza il ciclo di affreschi in breve tempo, come noto dalla testimonianza di Del Rosso che in una lettera ad Apollonio Bassetti datata 7 febbraio 1682 afferma che Giordano «lavorava tanto presto che credo che avanti a Maggio la Cupola sarà finita»; con molta probabilità i lavori si concludono entro agosto di quello stesso anno, poiché è in quel momento che viene effettuato il pagamento del doratore degli stucchi.
Il ciclo pittorico della cappella Corsini avviene nel momento di massima maturità artistica di Giordano, quando la sua nota capacità di dar vita ad elaborate composizioni si unisce ad una più equilibrata sensibilità cromatica, dato tra l'altro già percepibile nelle due cappelle napoletane di Santa Brigida (1678) e di San Gregorio Armeno (1678-1679) di poco antecedenti quella Corsini. Il successo degli affreschi per i Corsini faranno poi guadagnare a Giordano la commissione degli affreschi per palazzo Medici Riccardi a Firenze.
Giordano dipinse più modelli per l'approvazione del progetto. Secondo le fonti oltre al "modello della cupola in un quadretto che lui chiama la Macchia" ricordato da Andrea Del Rosso in una lettera ad Apollonio Bassetti del 7 febbraio 1682 (opera purtroppo dispersa), e alla "bozzetta orig.e di un angolo della Cup.a fatta al Carm.ne alla Capp.a Corsini" presente nel 1689 nella quadreria Del Rosso (Gualandi, 1840-41,II, p. 115 ss) successivamente messa sul mercato antiquario, tutti i modelli esistenti riferibili alla cappella Corsini di Santa Maria del Carmine erano conservati nella stessa collezione della famiglia Corsini (Baldinucci, 1713-1721 ms, cc. 152 r e 152 v). Nonostante Baldinucci non menziona i numeri di tali modelli la collezione ne custodiva tre, esposti dalla famiglia alla mostra di San Luca del 1705 (cfr. Barroni Salvadori, 1975, pp. 395-402; Meloni Trkulja, 1977, II, pp. 579-584) e registrati nel catalogo della collezione Corsini steso da Ulderigo dé Medici nel 1880 in cui elenca tre opere di Giordano di soggetto analogo agli affreschi della cappella: n. 70 (sala I), n. 77 (sala III) e n. 401 (sala XIII) (cfr. Archivi famiglia Corsini). I tre bozzetti sono citati come ancora in loco nella monografia di Luca Giordano del 1966 (Ferrari, Scavizzi, 1966, vol. I, p. 92), dal 1974 una delle tre tele (di cm 130 x 96) non risulta essere più presente nella quadreria Corsini (cfr. Gli ultimi Medici, 1944). Attraverso l'indagine bibliografica ed archivistica sappiamo che due modelli sono oggi parte integrante della Collezione Corsini notificata in loco, il terzo a seguito delle divisioni familiari avvenute alla fine dell'Ottocento vienespostato in altra sede e sfugge alla notifica effettuata negli anni quaranta del Novecento (cfr. Gli ultimi Medici, 1944). L'opera Gloria di Sant'Andrea Corsini qui presentata corrisponde proprio a quest'ultimo modello apparentemente disperso ma in realtà rimasto fino ad oggi di proprietà dei Corsini,di cui infatti sul retro reca i sigilli in cera lacca con le armi della nobile famiglia.
I vari modelli, che differiscono tra loro nell'impostazione compositiva, nel numero di figure e nel ventaglio cromatico, rappresentano un momento fondamentale dell'elaborazione dell'opera finale.
Nel raffronto fotografico delle tre opere sappiamo con certezza che la famiglia decide di dare incarico a Luca Giordano di affrescare la cupola della cappella con la "Gloria di Sant'Andrea Corsini " nel 1682 sulla base del nostro dipinto.


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