Libero ANDREOTTI

(Pescia 1875 - Firenze 1933)


1. Nudo con l'asciugamano, 1918-19 c.


Matita su carta liscia filigranata, mm 315 x 220
Siglato in alto a destra: LA


Provenienza: Collezione Ojetti; Firenze, Collezione privata


Esposizioni:
Libero Andreotti. Sculture e disegni, a cura di Silvia Lucchesi, (Firenze, Galleria Lapiccirella, 2 - 22 dicembre 1994), Firenze-Siena, Maschietto & Musolino, 1994.
Libero Andreotti, Antonio Maraini, Romano Dazzi: gli anni di Dedalo, a cura di Francesca Antonacci, Giovanna Caterina de Feo, (Roma, Galleria Francesca Antonacci, 14 maggio - 26 giugno 2009), Roma 2009.


2. Baccante, 1917 c.


Matita su carta liscia filigranata, mm 315 x 220
Siglato in alto a destra: LA


Provenienza: Collezione Ojetti; Firenze, Collezione privata


Esposizioni:
Libero Andreotti. Sculture e disegni, a cura di Silvia Lucchesi, (Firenze, Galleria Lapiccirella, 2 - 22 dicembre 1994), Firenze-Siena, Maschietto & Musolino, 1994.
Libero Andreotti, Antonio Maraini, Romano Dazzi: gli anni di Dedalo, a cura di Francesca Antonacci, Giovanna Caterina de Feo, (Roma, Galleria Francesca Antonacci, 14 maggio - 26 giugno 2009), Roma 2009.

Description

Libero Andreotti nasce a Pescia il 15 giugno 1875. Nel 1899 si stabilisce a Firenze dove lavora inizialmente presso una tipografia e dal 1902 nello studio di Mario Galli dal quale inizia a modellare in creta. Dei primi anni del Novecento sono le prime esposizioni: Venezia nel 1905, Milano l'anno seguente, dal 1909 al 1914 è al Salon d'Automne di Parigi e in questa stessa città nel 1911 viene inaugura una personale alla famosa galleria Bernheim-Jeune, esposizione che gli fece ricevere una notevole vivibilità. Nella capitale francese, dove si stabilisce nel 1909, Andreotti entra in contatto con una vibrante e stimolante realtà artistica, così matura un nuovo stile influenzato soprattutto da artisti quali Maillol, Bourdelle e Bernard, grazie ai quali sviluppa una compattezza di massa plastica fino ad allora assente nella sue sculture.
Nel 1914 con lo scoppio della guerra l'artista rientra in Italia e si stabilisce a Firenze dove entra in contatto con Ugo Ojetti. Durante questi anni Andreotti riscopre la tradizione artistica italiana attraverso quegli artisti che avevano saputo rinnovarsi con l’insegnamento dei maestri del Quattrocento. 
Si dedica con successo al  ritratto e tra il 1915 e il 1916, partendo proprio da spunti donatelliani, modella la nota scultura della marchesa Ada Niccolini. Dello stesso periodo sono le opere il Pescivendolo, la Ciliegiara e la Donna che fugge, opere che testimoniano un raro rigore formale. Nel 1915 diviene assistente di Domenico Trentacoste all’Accademia di Firenze e nel 1920 viene nominato professore titolare di Plastica decorativa presso l’Istituto Artistico Industriale di Firenze, nomina che dopo due anni si trasformerà in cattedra. Muore a Firenze il 4 aprile 1933.
La figura umana è stata l'elemento creativo per antonomasia di tutta la produzione di Andreotti incarnando così la sua forza poetica. Come sottolineato da Franchi, Andreotti «credeva al bello, ma non al bello assoluto e radicale dell'idealismo allora egemone in Italia. Credeva al bello fatuo ma combatteva perché fatua non avesse a diventare l'espressione» (Franchi, 1940), questo sia nelle sculture che nelle sue opere grafiche. L'artista infatti si era dedicato con interesse al disegno ideato spesso come compendio delle opere scolpite. Numerosi sono infatti i bozzetti e gli studi che accompagnano l'intera produzione andreottiana, di cui Baccante e Nudo con l'asciugamano, sono due splendidi esempi. Questi due disegni rimandano per affinità formali ad una serie di sculture eseguite da Andreotti tra il 1917 ed il 1919. Entrambi i fogli stilisticamente si caratterizzano da un tratto rotondeggiante, semplificato, rafforzato da morbidi movimenti ondulatori finalizzati a ricreare un vibrante volume chiaroscurale.
In Nudo con l'asciugamano la giovane presenta nella parte superiore una posa simile a quella della scultura Venere moderna (1917-19), dove la donna è scolpita con il volto leggermente inclinato e le braccia piegate sui fianchi; le gambe lievemente piegate invece sono riconducibili al bronzo Donna che si asciuga (1919) che, come nel disegno, impugna un asciugamano. La postura che caratterizza questo foglio era stata sperimentata da Andreotti già in opere del 1915, come ad esempio nella Fruttivendola.
Baccante è invece lo studio per la scultura intitolata Nudo (o Baccante) del 1917, di cui il foglio ne ritrae il retro (De Feo, 2009, p. 30). La giovane fanciulla ritratta nuda, con le gambe incrociate, poggia il braccio sinistro su un sostegno che nella scultura prende più chiaramente le sembianze di tronco costellato da frutti e motivi vegetali. La massa corporea si presenta solida ma allo stesso tempo morbida e delicata sia nello schizzo grafico che nell'opera finale.

Bibliografia generale:
Mostra individuale di Libero Andreotti, introduzione di Ugo Ojetti, (Milano, Galleria Pesaro, 1921), Milano, Alfieri & Lacroix, 1921.
Enrico Sacchetti, Vita d'artista: Libero Andreotti, Milano, Treves, 1936.
Libero Andreotti, catalogo della mostra, (Pescia, Villa Sismondi, 9 febbraio - 10 marzo 1976), Pescia, 1976.
Scultura toscana del Novecento, a cura di Umberto Baldini, Firenze, Nardini, 1980.
Silvia Lucchesi, Libero Andreotti nel 1921, «Artista», 2, 1990, pp. 44-57.
Libero Andreotti. Sculture e disegni, catalogo della mostra a cura di Silvia Lucchesi, (Firenze, Galleria Lapiccirella, 2 - 22 dicembre 1994), Firenze-Siena, Maschietto & Musolino, 1994.
Libero Andreotti, Antonio Maraini, Romano Dazzi: gli anni di Dedalo, catalogo della mostra a cura di Francesca Antonacci, Giovanna Caterina de Feo, (Roma, Galleria Francesca Antonacci, 14 maggio - 26 giugno 2009), Roma 2009.


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