Giacomo BALLA

(Torino 1871 – Roma 1958)


Studio di volumi, 1912-14


Matita su carta, cm 14,1 x 22,7
Firmato in basso a destra, in matita, in stampatello: BALLA


Provenienza
Casa Balla, Roma (Agenda n.719: Studio di volumi). Valentina Cesaretti Orsini, Roma (1969 - 1971). Collezione privata.


Autentica
Elena Gigli, Roma 14 Febbraio 2016.


Esposizioni:
Roma, Galleria SM13, Balla, disegni, studi, bozzetti dal 1897 al 1958, a cura di V. Orsini, Studio SM 13 - Studio d'Arte Moderna, Roma 22 marzo – 14 aprile 1971, cat., opera 26bis (illustrato), n.719

Descrizione

All'inizio del 1910, Giacomo Balla liberatosi "del fardello della esperienza, della celebrità, e di tutte le sue opere, rinverginato con rinnovato ardore irradiante di Fede, molta intuizione, ottimismo, fresco come una rosa fresca; felice di sentirsi nuovo di bucato" decide di voltare pagina, anzi tela. Su invito degli allievi Umberto Boccioni e Gino Severini, sottoscrive il Manifesto dei pittori futuristi insieme a Carra' e Russolo e La pittura futurista. Manifesto tecnico: "la nostra brama di verità non può non essere appagata dalla Forma ne' dal Colore tradizionali! Il gesto, per noi, non sarà più un momento fermato del dinamismo universale; sarà, decisamente, la sensazione dinamica eternata come tale. L'arte di Balla parte sempre dall'analisi della realtà: la natura di Villa Borghese come le gambe di un cane al guinzaglio o quelle della sua bambina Luce che corrono sul balcone, la mano che suona il violino come il volo delle rondini tra la grondaia, le automobili che corrono in via Nazionale a Roma, le vele di alcune barche mosse dal vento sul mare di Viareggio....
Il 1912 è l'anno del movimento, della luce: dipinge il movimento nella tela di Buffalo (USA) Guinzaglio in moto e nel giugno a Roma nella tela della Collezione Grassi Bambina x balcone; nel 1913 un'altra analisi, un altro ciclo: il volo delle rondini attraverso infiniti studi sul volo che si vengono a complicare poi dall'ambientazione nello spazio della tela del MoMA di New York. Parallelamente allo studio delle rondini, Balla analizza il movimento dell'automobile: "fatto si astrae con equivalenti che dal loro punto di partenza vanno all'infinito" si legge su un foglio di taccuino dove Balla ha schizzato uno delle prime macchine che vede sfrecciare a via Nazionale a Roma. Nel 1915, pubblicando il suo autoritratto nel pieghevole dell'Esposizione fu Balla e Balla Futurista, Balla sottolinea questa continua ricerca degli anni Dieci che porta dapprima all'incomprensibilità, alle accuse di pazzia, alla malafede e alla derisioneRicevute con sorridente indifferenza sono le Prime ricerche plastiche del molo (automobili in corsa movimenti di persone) viste come curiosità nel pubblico. Per concludere con un Abbandono definitivo, con una analisi realtà come creazione nuovo stile futurista: )(Orme sintetiche astratte soggettive dinamiche. Ancora ricerche + lotta. E conclude FUTURISMO AVANTI.
Questo studio di volumi si inserisce proprio in questa sequenza di esperimenti degli anni Dieci dove Balla riassume e sviluppa le vecchie ricerche alla luce di una nuova sperimentazione definita da Maurizio Fagiolo dell’Arco proprio ricerche parallele. L’opera proviene da casa Balla dove la figlia Luce l’ha catalogata al numero 719 e viene acquistata da Valentina Orsini nel 1971 per esporla nella mostra che dedica a Balla nel centenario della nascita nella sua galleria romana.

                                                                                                                                Elena Gigli


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