Filippo Maria GIUNTOTARDI

(Roma 1767 – 1831)


Veduta del Foro Romano


Acquerello su carta, mm. 525 x 765
Firmato in basso a sinistra : Filippo Giuntotardi a Roma


Bibliografia:
P. A. De Rosa e P. E. Trastulli, La campagna romana. Cento dipinti inediti tra fine Settecento e primo Novecento, Roma 1999, pp. 235-236;
P. A. De Rosa, Simone Pomardi (1757 - 1830) e la Roma del suo tempo, Roma 2011, p. 29;
Vedute di Roma fine XVIII – inizio XX secolo, catalogo a cura di P. A. De Rosa, Roma 2000, scheda n. 39;
A. Ottani Cavina e E. Calbi, La pittura di paesaggio in Italia. Il Settecento, Milano 2005, pp. 209-211.

Description

L’acquerello presentato, Veduta del Foro Romano, propone un soggetto molto noto e amato nel Settecento e Ottocento, ossia le antiche rovine della classicità romana. La magia delle rovine ha suscitato nel tempo molteplici suggestioni e interpretazioni. Nell’opera dil Giuntotardi emerge come nel Settecento la fortuna del tema coincida con l’affermarsi del gusto del pittoresco e di una nuova concezione del paesaggio, in cui la magia delle rovine antiche risiede proprio nel fascino delle loro forme ormai consumate, in contrasto dialettico con le architetture dell’età moderna, che l’artista nell’acquerello pone sullo sfondo. Inoltre come testimonianza di questo scorrere del tempo inserisce dei personaggi con l’intento di evidenziare come in questi luoghi del passato la vita continua comunque a scorrere.

Le suggestioni poetiche che i monumenti antichi avevano ispirato nei grandi maestri del paesaggio classico, lasciano traccia anche in questo disegno di Giuntotardi,in cui la bellezza atemporale del paesaggio è tradotta soprattutto in toni idillici e con sapienti accostamenti di luce e colore.

Filippo Maria Giuntotardi nasce a Roma nel 1767, dove inizia i suoi studi come scultore frequentando i corsi dell’Accademia di San Luca. Dopo pochi anni si dedica alla pittura di paesaggio, genere al quale resta fedele per tutta la carriera artistica, a partire dal 1810 diventa anche incisore e acquafortista.

L’opera di Giuntotardi si colloca all’interno di quella cerchia di artisti romani che, a cavallo tra il XVIII e XIX secolo, si dedicano alla rappresentazione dei paesaggi e delle rovine classiche di Roma, città e meta prediletta in quegli anni di numerosi collezionisti, artisti e connoisseur di tutta Europa.

Le prime due opere di pittura note dell’artista sono una grande veduta del Foro Romano e un’altra di Tivoli, oggi custodite nella Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe. Nel 1813 disegna e incide l’opera Dodici paesi dipinti sul muro di uno dei saloni del Palazzo Colonna… , di cui i disegni originali sono stati  di recente individuati in una collezione privata romana. Al 1825 risale un’altra opera documentata: Raccolta di vedute pittoresche di Roma e dé suoi contorni incise da Filippo Maria Giuntotardi ed Antonio Testa illustrate dal Prof. Antonio Nibby, venti tavole tutte con vedute di Tivoli.

Due importanti acquerelli, Giostra tra toro e cani e Il giuncataro sono oggi conservati al Museo di Roma.


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