René GRUAU (nato Renato Zavagli Ricciardelli)

(Roma 1919 - 2004)


Disegno per poster pubblicitario per la Galerie Tallien, 1976


Tempera su carta
mm 700 x 500
Firmato in basso a destra: * Gruau


Bibliografia:
René Gruau interprete del moderno, catalogo della mostra a cura di Massimo Mannini (Roma, Accademia di costume e di moda, 16 - 31 ottobre 1992), Roma, Salemi, 1992.
René Gruau, catalogo della mostra a cura di Andrea Pollarini (Rimini, Sala dell'Arengo, 4 dicembre - 30 gennaio 1994), Milano, Electa, 1993.
François Baudot, Gruau, Firenze, Octavo, 1998.
Elisa Tosi Brandi, Gruau e la moda. Illustrare il Novecento, Milano, Silvana Editoriale, 2008.

Description

René Gruau nasce a Roma nel 1919, figlio del conte Alessandro Zavigli Ricciardelli delle Caminate e di Marie Gruau, della quale sceglie il cognome come pseudonimo. Già in tenera età egli mostra una spiccata dote per il disegno, l'esordio artistico avviene però nel 1926 quando incontra Vera Rossi Lodomez, redattrice della rivista «Lidel», con la quale instaura una proficua collaborazione che va avanti fino al 1930. Le illustrazioni realizzate da Gruau in questi anni spaziano tra uno stile marcatamente Art Decò ed un'estetica di matrice barocca. Tuttavia inizia già a prendere forma quel grafismo che caratterizzerà tutta la sua successiva produzione e che nel secondo dopoguerra diventerà un vero e proprio marchio di riconoscimento.
Nel 1930 Gruau lascia l'Italia per recarsi inizialmente in Inghilterra e poi, nel 1931, in Francia. A Parigi inizia la carriera come illustratore di moda e numerose si susseguono le collaborazioni con noti stilisti, tra cui Dior, Fath, Balenciaga, Balmain, e Schiaperelli. Parallelamente a questa attività porta avanti i fitti impegni con le riviste di moda ed attualità parigine: «Femina», «Le Figaro», «Marie-Claire» e «L’Officiel». Tra il 1935 e il 1950, quando lo stile dell'artista è ormai giunto a piena maturazione, Gruau decide di imboccare la via della pubblicità ottenendo subito grandi successi. Di questi anni sono le note campagne pubblicitarie per Moulin Rouge e Lido de Paris, di poco successive quelle per Martini, Cinzano, la cioccolata Lindt o Perrier. Nel 1948 si trasferisce in America dove lavora per «Harper’s Bazaar», «Vogue» e «Flair magazine». Dopo la morte dell'amico Dior nel 1957, Gruau abbandona quasi definitivamente il mondo della moda per dedicarsi con sempre più impeto al settore pubblicitario, genere che lo aveva portato ad una rilettura del tradizionale "affiche" francese attraverso una rivisitazione formale dei lavori di artisti come Toulouse-Lautrec o Bonnard. Sul finire degli anni Cinquanta l'illustratore romano amplia i propri campi di indagine e si impegna in nuovi prodotti pubblicitari per il teatro ed il cinema realizzando nel 1959 la locandina per il noto film di Fellini La Dolce Vita. Negli anni Ottanta Gruau torna nuovamente alla moda e a Parigi lavora per «Vogue France», «Elle», «Madame Figaro», mentre in Italia famosa è la collaborazione con la stilista Laura Biagiotti. Muore nel 2004 nella sua città natale.


Il disegno qui presentato è stato eseguito da Gruau nel 1976 per la realizzazione di un poster pubblicitario per una mostra allestita alla Galerie Tallien di Saint-Tropez tra il 15 agosto e il 30 settembre 1976. Il citato poster riconducibile a questo foglio è apparso sul mercato in una recente asta parigina presso gli spazi Drouot-Richelieu (cfr. asta Ader Nordmann, 7 novembre 2013, Parigi, Drouot-Richelieu, lot 360). La collaborazione tra Gruau e la Galerie Tallien di Saint-Tropez non meraviglia, infatti nonostante l'artista avesse vissuto buona parte della sua vita nella capitale francese a partire dalla fine degli anni Trenta numerosi erano stati i soggiorni in Costa Azzurra, che nel 1985 venne scelta dall'artista per un certo periodo come residenza stabile.
l disegno per la Galerie Tallien è fortemente rappresentativo dell'estetica marcatamente grafica che delinea l'intera produzione di Gruau. L'immagine è costruita per piani attraverso macchie di colore le quali risultano accentuate da un segno dinamico ed energico di forte impatto visivo, ottenuto dall'uso della linea ondulata che occupa l'intero spazio grafico. Il corpo femminile bianco emerge per contrasto cromatico dal fondo nero, la piattezza grafica è resa dinamica dalla spirale rossa che avvolge l'intero corpo e si conclude come una maschera sul volto ammiccante della donna. Anche in questo caso, come nella maggioranza delle illustrazioni realizzate dall'artista, lo spazio del racconto si attua attraverso una stilizzazione delle forme, l'intento è di evocare piuttosto che palesare didascalicamente i contenuti. Gruau raramente disegna l'oggetto da pubblicizzare, ma opta per una veicolazione del messaggio attraverso rimandi ed associazioni visuali, caratteristica che ha senz'altro contribuito al suo straordinario successo in ambito pubblicitario.


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