Lodovico POGLIAGHI

(Milano 1857 - Varese 1950)


Allegoria della Repubblica di Venezia, 1913


Olio su carta
mm 460 x 640
Firmato con monogramma e numerato in basso a destra: PL IV


Bibliografia:
Storia d'Italia. Il Settecento e il Primo Regno d'Italia, testo di Francesco Bertolini, illustrazioni di Lodovico Pogliaghi, Milano, Treves, 1913, pag. 173.
Lodovico Pogliaghi. L'accademia e l'invenzione, catalogo della mostra a cura di Flaminio Gualdoni, Riccardo Prina (Varese, Sala Veratti, 9 febbraio - 31 marzo 1997), Varese, lativa, 1996.
Lodovico Pogliaghi al santo. Gessi e disegni per la cappella del Sacramento, catalogo della mostra a cura di Francesca Castellani (Padova, Museo Civico al Santo, 7 marzo - 26 aprile 1998), Padova, Centro Studi Antoniani, 1998.
Lodovico Pogliaghi e la facciata a mare di Palazzo san Giorgio, catalogo della mostra a cura di Caterina Olcese Spingardi, Gianluca Zanelli (Genova, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, 19 maggio - 9 settembre 2007), Genova, San Giorgio, 2007.
Lodovico Pogliaghi per Milano. La genesi delle sue opere, catalogo della mostra a cura di Chiara Palumbo (Milano, Compagnia del disegno, 26 ottobre - 23 dicembre 2011), Milano, Compagnia del disegno, 2011.

Description

Lodovico Ferruccio Maria Pogliaghi nasce nel 1857 a Milano, dove frequenta l'Accademia di belle arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini. Fin da giovane si dimostra un artista dai poliedrici interessi, tant'è che si cimenta nei più disparati generi: dalla scultura al disegno, dalle arti applicate all'architettura. Dal 1886 si dedica alla realizzazione dell'apparato iconografico della Storia d'Italia di Francesco Bertolini, un'opera divisa in volumi alla quale aveva lavorato a più riprese. Ogni volume era rappresentativo di un periodo storico: il primo dedicato alla Storia di Roma dalle origine italiche sino alla caduta dell'impero d'Occidente (1886), il secondo al Medio Evo (1892), il terzo al Rinascimento e le Signorie Italiane (1897) ed infine del 1913 è il quarto volume sul Settecento e il Primo Regno d'Italia. Durante gli anni di realizzazione di queste numerose tavole Pogliaghi ottiene altre commissioni, difatti il maestro Bertini lo aveva introdotto, ancora allievo, all'interno dei ricchi cantieri di restauro del museo Poldi Pezzoli e nei lavori decorativi del salone di Palazzo Turati. Sul finire del secolo l'artista realizza con successo anche opere di arte applicata, così dal 1894 al 1908 lavora alla Porta Maggiore del Duomo di Milano. Gli incarichi divengono sempre più numerosi, a committenze pubbliche, come il noto gruppo marmoreo per il Vittoriano di Roma, si affiancano quelle private, soprattutto interventi decorativi in ville dell'area comasca, inoltre nel 1891 ottiene la cattedra all'Accademia di Brera. La vitale produzione di Pogliaghi continua incessante fino al 1950, anno della morte che lo aveva colto a Varese nella sua casa-studio di Santa Maria del Monte.
Il foglio Allegoria della repubblica di Venezia è una delle tavole eseguite da Pogliaghi per La Storia d'Italia di Bertolini. L'allegoria, come evidenzia il numero romano IV posto in basso a destra, è pubblicata come illustrazione di testata del quarto capitolo del volume Il Settecento e il Primo Regno d'Italia edito, come per i precedenti, a Milano dai fratelli Treves. Ogni capitolo di questo tomo presenta come testata un'allegoria rappresentativa dell'argomento trattato, il IV è dedicato alla Repubblica di Venezia, città di cui il leone alato era il simbolo.
Le tavole che Pogliaghi realizza a partire dal 1886 per La Storia d'Italia – trattate a monocromo per la traduzione in xilografia – mostrano un'iniziale volontà di aderire ai modelli della pittura di storia, elemento attestato dal forte interesse documentario della narrazione e delle ambientazioni. Tuttavia i fogli palesano anche un'evidente linea romantica ereditata dal precettore Bertini, una tendenza questa che si accentua visibilmente nel quarto volume dell'opera dove la magniloquenza dei primi tomi si affievolisce notevolmente. In Allegoria della repubblica di Venezia il timbro romantico si carica grazie all'utilizzo di una linea meno ordinata e ad un chiaroscuro più marcato e ricercato, la ricerca del particolare di realtà e la sintesi narrativa permangono restando due costanti dell'intera produzione grafica di Pogliaghi.


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