Mary Joseph BLONDELL e Louis LAFITTE

3 PAPIERS PEINTS RAFFIGURANTI LE STORIE DI AMORE E PSICHE:


Psiche al bagno
Psiche mostra i suoi gioielli alle sorelle
Psiche porta a Venere un vaso con l'acqua della fontana della Giovinezza


Parigi 1816, Manifattura Dufour
tempera grigia e biacca su carta intelata montata su telaio


2 pannelli: h cm 186 x 220
1 pannello: h. cm. 186 x 166


Bibligrafia:
H. Clouzot, Le papier peint en France du XVII au XIX siècle, Paris, ed. Van Oest, 1931, tav. XXV-XXVI;
O. Nouvel-Krammerer, Papiers peints panoramiques, Flammarion, 1991, p. 262.

Description

Fu soprattutto in Francia che i papiers peints, ossia i manufatti destinati a tappezzare i muri di case e palazzi, ebbero fin dalla loro origine nel XVII secolo enorme successo. Nel periodo successivo alla Restaurazione, è l'atelier di Joseph Dufour a dominare il mercato, ed è proprio a questa manifattura che appartengono i tre pannelli con le Storie di Amore e Psiche.                                                         
Joseph Dofour è una delle figure di primo piano nello sviluppo dei papiers peints. Presso il suo atelier di provincia, a Mâcon, ideò i grandi tableaux-tentures, ossia quadri da tappezzeria che sviluppavano, in circa dodici o quindici metri, una storia oppure un paesaggio animato da personaggi. Nei suoi teli si ritrova spesso quel gusto per il pittoresco tipico di quegli anni: l'esotismo dei paesaggi tropicali, la bellezza delle rive del Mediterraneo, l'attrazione verso i monumenti e i costumi dell'Oriente. Nonostante questo nuovo interesse per l'esotico, i soggetti delle produzioni di Dufour rimangono comunque legati sia alla favola, sia all'antichità classica, come dimostrano i teli con le Storie di Amore e Psiche, dove le scene però sono inserite in un'ambientazione caratterizzata da elementi, come foreste, ruscelli, montagne o rocce, che regalano nuova vita ai vecchi miti greci.                           
La nascita dei tableaux-tentures deriva dal successo che proprio in quegli anni riscuotevano i primi panoramas, aperti nel 1800 in boulevard Montmartre, luoghi nati come spettacoli di intrattenimento per destare meraviglia. Lo spettatore dei tableaux-tentures, così come avveniva nei panoramas, osservava le immagini dal centro della composizione, assistendo al suo evolversi lungo le pareti intorno a lui. Ciò destava un senso di forte partecipazione agli elementi della visione, che lo avvolgevano quasi totalmente.  

Grazie all'immediato successo dei manufatti, l'atelier nel 1808 si spostò a Parigi, dove Joseph Dofour realizzò, fino alla sua morte, più di quindici serie di tableaux-tentures. Le Storie di Amore e Psiche sono datate 1816, e come precisa Henri Clouzot, costituite da «12 teli in bianco e nero, eseguiti da Lafitte e Blondel [...]»[1]. I tre pannelli qui presentati raffigurano, con una grande attenzione per la resa dei particolari e con una linea morbida e sinuosa, alcune delle scene di questa serie.

Psiche era una fanciulla tanto bella da suscitare perfino l’invidia di Venere. Cupido, inviato dalla dea con il compito di far innamorare Psiche di un essere insignificante, si innamorò invece di lei. La fece condurre nel proprio palazzo dove si recava a visitarla soltanto dopo che era calata l’oscurità, imponendole di non posare mai lo sguardo su di lui. Incuriosita e intimorita dal misterioso aspetto del suo amante, e per di più spronata dalle sue due sorelle invidiose, Psiche una notte prese una lampada e lo guardò mentre dormiva. Ma distrattamente lasciò cadere su di lui una goccia di olio caldo che lo destò. Cupido, infuriato, abbandonò Psiche e il suo palazzo scomparve. Psiche vagò per tutta la terra alla ricerca del suo amante nella speranza di riconquistarlo, superando una serie di prove apparentemente impossibili impostele da Venere. Riuscì a separare ed ordinare un enorme cumulo di semi diversi, con l’aiuto delle benevole formiche. Poi riportò dall’Ade, dopo averlo consegnato a Proserpina, un cofanetto che, contravvenendo agli ordini, aperse per curiosità, e fu così sopraffatta dal sonno. Cerere e Giunone intanto intercedevano invano per lei presso Venere. Infine Giove, commosso dalle implorazioni di Cupido, ebbe compassione di Psiche e la fece portare in cielo da Mercurio; là ella si ricongiunse al suo innamorato e tra i due si celebrarono le nozze con un gioioso banchetto.


[1] H. Clouzot, Le papier peint en France du XVII au XIX siècle, Paris, ed. Van Oest, 1931, p. 26.


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