Odoardo BORRANI

(Pisa 1832 - Firenze 1905)


Pittrice al lavoro, Seconda metà XIX secolo


Olio su tavola  
cm 31x34
Firmato in basso a destra: Oborrani
Cornice ebanizzata


Provenienza:
Firenze, Collezione Bruno; Firenze, Collezione privata.


Esposizioni:
Roma, Mostra dell’Ottocento /Roma/Febbraio Marzo 1930, sala XXI, n. 29;
86° Esposizione della Società delle Belle Arti di Firenze /Maggio-Giugno 1933; 
Parigi, Mostra d’Arte Italiana.


Bibliografia
Vend. Merlini, 1926, n. 87, tav. IX;
Dini, Firenze 1981, p. 282, tav. 108.

Description

Odoardo Borrani nasce a Pisa nel 1833. Nel 1940 si trasferisce a Firenze dove inizia un apprendistato presso il noto restauratore Gaetano Bianchi. In questi anni affiora la sua innata passione per l’arte, tant’è che nel 1953 il giovane decide di iscriversi alla scuola di nudo dell’Accademia di Belle Arti. Gli anni dopo la guerra, alla quale Borrani partecipa attivamente arruolandosi volontario, possono essere considerati l’inizio della sua stagione artistica più felice, infatti furono i più fecondi e pervasi di forte fervore. I suoi interessi lo portano a stringere amicizia con Signorini, Banti, Martelli, artisti che frequenta assiduamente durante i numerosi viaggi attraverso la Toscana organizzati dai pittori per dipingere paesaggi en plain-air; Borrani fu infatti tra i sostenitori delle nuove teorie estetiche della “macchia”. Negli anni successivi entra a far parte della così detta scuola di Pergentina, che nacque nelle campagne alla periferia di Firenze. In questo periodo entra in contatto con Silvestro Lega, incontro che porta un cambiamento stilistico all’interno delle sue opere: i dipinti si tingono di un’atmosfera intima e famigliare. Nonostante i numerosi contatti e influssi artistici, Borrani percorrerà comunque una via espressiva personale, amalgamando l’insegnamento purista ereditato da Bezzuoli e Pollastrini ai principi più tipici della “macchia”. A questi principi l’artista aggiunge però una particolare osservazione dell’effetto luminoso, caratteristica quest’ultima che non verrà mai meno all’interno sua produzione artistica.

Nell’arco della sua carriera Borrani alterna studi en plein-air ad opere che hanno per tema la descrizione dell’intimità familiare e dei suoi stati d’animo. Riconducibile all’interno di quest’ultimo ambito è il dipinto Pittrice al lavoro, pervaso da grande delicatezza e da un senso di profonda intimità. Il soggetto della pittrice ritratta nell’atto di dipingere con la tavolozza in mano davanti alla sua tela, è trattato più volte dall’artista, in tele di varie dimensioni. L’opera Pittrice al lavoro mostra chiaramente la forte attenzione che l’artista poneva alla realtà circostante, tant’è che gli oggetti posti sul mobile alla sinistra della pittrice e i piccoli dipinti che costellano la parete sono tutti resi con un estremo interesse analitico. Borrani infatti nella fase più matura perviene al superamento del primitivo concetto di “macchia”, le pennellate non appaiono più con contorni indefiniti, ma predomina un’accuratezza e una precisione dei particolari resa con superfici più levigate.

 

Bibliografia generale:
P. Dini, Odoardo Borrani, Firenze, Il Torchio, 1981.


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