Italico BRASS

(Gorizia 1870 - Venezia 1943)


Caffé Lavena in piazza San Marco a Venezia, 1911


Olio su tela, cm 97 x 121


Firmato e datato in basso a destra: Italico Brass / 1911


Provenienza:
Venezia, eredi Brass; Roma, collezione privata.


Esposizioni:
Mostra di opere del pittore Italico Brass, Castello di Gorizia, 3 - 17 agosto 1947, Gorizia;
Italico Brass, Castello di Gorizia, 6 luglio - 22 settembre 1991, Gorizia


Bibliografia:
Mostra di opere del pittore Italico Brass, Gorizia, Castello di Gorizia, 3 - 17 agosto 1947, introduzione di Ugo Nebbia Gorizia, 1947;
Italico Brass, (Gorizia, Castello di Gorizia, 6 luglio - 22 settembre 1991), catalogo della mostra a cura di Maria Masau Dan Milano, Electa, 1991;

Description

Italico Brass nasce nel dicembre 1870 a Gorizia. Fin da giovane si mostra poco propenso agli studi accademici, così decide di intraprendere la strada della pittura, sua vera passione, iscrivendosi all'Accademia di Monaco di Baviera dove segue i corsi dell'artista paesaggista Karl Raupp. Nel 1888 lascia Monaco e si trasferisce a Parigi, ormai capitale mondiale dell'arte contemporanea nonché meta prediletta di molti artisti italiani. Prima di tornare in Italia e stabilirsi definitivamente a Venezia nel 1895, sposa a Parigi la russa Lina Rebecca Vidgoff e nel 1906 hanno il loro unico genito Alessandro.
Negli anni a cavallo tra i due secoli la pittura diviene per Brass la principale fonte espressiva. Numerosi sono i ritratti realizzati in questo periodo, ma anche paesaggi e vedute che trovano una naturale fonte ispiratrice nella tradizione veneta settecentesca. Dal 1895 l'artista è una presenza quasi costante alla Biennale di Venezia e nel 1900 partecipa con il Ritratto di mia moglie all'Esposizione Universale di Parigi ottenendo un riconoscimento.
Poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale Brass si unisce al fronte come pittore di guerra eseguendo schizzi e studi su incarico del Comando Supremo e della Regia Marina, opere pubblicate nel 1917 in un volume intitolato Sulle orme di San Marco. I dipinti di guerra rappresentano un vero e proprio lavoro reportagistico dove i protagonisti sono non solo le truppe e le armi che le accompagnano, ma anche gli scenari delle battaglie e le città vittime dei bombardamenti, soprattutto la sua Venezia gravemente danneggiata dalla guerra. Quella dipinta da Brass è una cronaca puntuale, un'osservazione attenta alimentata da un personale impegno morale ed etico. Il reportage di guerra inizia il 24 maggio quando l'artista segue i reparti della terza armata che partono per il fronte del Basso Isonzo e del saliente di Gorizia. Egli era solito eseguire i bozzetti direttamente sul campo per poi rielaborarli a posteriori nel suo studio, talvolta rivisitandoli ulteriormente ai fini di un'esecuzione su tela. La concretezza resta una costante dell'arte di Brass, il rapporto con il vero è da lui vissuto come necessario per giungere ad una pittura che sia soprattutto specchio autentico del presente. Tuttavia lo stile che caratterizza le opere del fronte, così come le vedute veneziane, non scade mai in una mera illustrazione di maniera poiché la realtà si sposa con l'immaginazione narrativa dell'artista in un connubio di reciproco scambio.
Dopo la guerra l'attività di Brass continua ininterrottamente fino all'improvvisa morte sopraggiunta nel 1943 nella sua casa di San Trovaso a Venezia. Oggi Italico Brass è ricordato non solo per i suoi splendidi dipinti ma anche per la considerevole collezione di opere d'arte, soprattutto veneta, che aveva iniziato con devozione e grande passione a raccogliere fin dai primi anni del Novecento.

Nel dipinto Brass immortala un angolo ben noto ai veneziani dell'epoca, ossia uno scorcio di piazza San Marco ripresa dal Caffé Lavena, di cui in primo piano si osservano i numerosi tavolini affollati dall'alta borghesia cittadina abbigliata secondo la tipica moda dell'epoca. Scenograficamente sullo sfondo primeggia la basilica di San Marco ed alla sua destra il bianco palazzo del Patriarcato. Davanti ai due edifici sventola con patriottico impeto la bandiera italiana, unico elemento della composizione pervaso insieme ai due edifici dello sfondo da una radente luce crepuscolare. La pennellata estrosa e scorrevole nei suoi tocchi e le lucenti cromie caratterizzano i dipinti di questi anni di Brass.
Di questa tela esiste una precedente versione ad olio di minore dimensione (cm 81 x 65). Si tratta di una sorta di abbozzo lasciato in molte sue parti incompiuto e di cui la tela presentata può essere considerata la successiva rielaborazione con un ampliamento dell'angolatura di ripresa ed una maggiore presenza di dettagli. Della prima versione restano comunque alcuni particolari caratterizzanti l'aneddoticità della scena: la signora con il bambino al centro della composizione, il cameriere sul fondo ed il gruppetto di anziani signori in paglietta seduti sulla sinistra.
Alla Biennale di Venezia del 1912 venne esposta una versione analoga del Caffé Lavena in piazza San Marco la cui ubicazione oggi è ignota.

Bibliografia citata:
Venise par Italico Brass, mostra a cura di A. Alexandre, (Paris, Galerie Georges Petit, 1 -17 maggio 1914), Paris, 1914;
Ugo Nebbia, Italico Brass pittore di Venezia, Rivista, XIX, 1935;
Ausstellung Zeitgenossicher Italienischer Maler und Bildhauer, Zürich, 1940;
Catalogo illustrato della XXII Esposizione Internazionale d'arte della città di Venezia, Venezia, Officine Grafiche Ferrari, 1940;
Mostra di opere del pittore Italico Brass, introduzione di Ugo Nebbia (Gorizia, Castello di Gorizia, 3 - 17 agosto 1947), Gorizia, 1947;
L. Damiani, Arte del Novecento in Friuli, il Liberty e gli anni Venti, I, Udine, 1978;
Italico Brass, catalogo della mostra a cura di Maria Masau Dan (Gorizia, Castello di Gorizia, 6 luglio - 22 settembre 1991), Milano, Electa, 1991;


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